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30.04.09

Lecture alla Catholic University di Washington


William Congdon. Action Painting e l’iconografia impossibile del mistero cristiano
Conferenza del professor Rodolfo Balzarotti
Washington, DC,  giovedì 30 aprile 2009. Si è tenuta, presso la McGivney Hall nel John Paul II Institute, la conferenza del professor Rodolfo Balzarotti organizzata dalla William G. Congdon Foundation in collaborazione con la Catholic University di Washington DC e intitolata “William Congdon. Action Painting e l’iconografia impossibile del mistero cristiano”.
All’inizio dell’incontro, il moderatore professor David Schindler, ha brevemente presentato il professor Balzarotti al pubblico, composto principalmente da studenti dottorandi, e ha quindi ricordato le circostanze personali del suo incontro con William Congdon.
L’intervento del Professor Balzarotti si è aperto con il racconto di un singolare incontro avvenuto nel 1965 tra William Congdon e Mark Rothko, che stava lavorando su un ciclo di opere commissionategli per la Cappella di Houston. Proprio in quell’anno, dopo un’assenza molto prolungata, Congdon si trovava a New York per una mostra itinerante organizzata dalla Betty Parson Gallery sulle sue opere a soggetto religioso. Pochi mesi dopo, nella primavera del 1966, Barnett Newman presentava nella sede del Guggenheim Museum una serie di tele iniziata nel 1958 e appena terminata, dal titolo Stations of the Cross.
Quasi nello stesso periodo e per motivi completamente diversi, tre esponenti dell’Espressionismo Astratto erano impegnati in cicli di dipinti di soggetto religioso. Una convergenza, secondo il prof. Balzarotti, molto più che fortuita, che deriva da un lato dall’esperienza (diretta o indiretta) che gli artisti di quella generazione hanno avuto della Seconda Guerra Mondiale; ma anche da una sorta di contrapposizione all’evoluzione artistica di quel periodo che vedeva nascere movimenti, come la Pop Art, ispirati dalle esigenze della società opulenta e dalla comunicazione di massa. In un certo senso si trattava di una istintiva riaffermazione, da parte degli esponenti dell’Espressionismo Astratto, della profonda istanza morale dell’arte che, di contro, si stava dissolvendo col mutare dei tempi e delle sensibilità.
Il professor Balzarotti ha poi analizzato dettagliatamente le opere “religiose” dei tre autori. Alla fine della presentazione ha sintetizzato le ragioni dell’anomalia di Congdon rispetto agli altri due artisti e più in generale rispetto all’evoluzione dell’arte contemporanea. La Seconda Guerra Mondiale ha aperto una profonda ferita sia nella cultura europea, sia in quella americana, con esiti molto diversi. La radice dell’anomalia di William Congdon si colloca nel suo essere vissuto a cavallo tra l’America e l’Europa del dopoguerra. Questa particolare condizione gli ha infatti permesso di assimilare l’idealismo della cultura americana senza però cadere nell’individualismo e di contaminarsi con la decadenza europea interrogando con uno sguardo privo di cinismo i ruderi della tradizione occidentale.
Al termine è seguito un interessante dibattito in cui gli studenti hanno potuto approfondire i temi svolti con alcune domande specifiche e piuttosto interessanti.

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